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Pet-Therapy

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Introduzione alla Pet-Teraphy
La Pet-Therapy è da considerarsi una terapia dolce che prevede l’utilizzo degli animali per migliorare la qualità della vita; essa non è sostitutiva delle terapie principali, in special modo di quella farmacologia, ma ne migliora l’efficacia.
In ogni caso, il termine Pet- Therapy è troppo generico e da molti viene considerato inesatto.
Se vogliamo essere più precisi, dobbiamo distinguere la Pet- therapy in “attività assistite dall’animale” o AAA, “educazione assistita dall’animale” o EAA e “terapie assistite dall’animale” o AAT. L’ idea è quella di associare ai tradizionali interventi medici, psicoterapici e educativi gli effetti benefici del contatto con gli animali.
Nel panorama relativamente recente uno degli animali domestici che risponde meglio all’utilizzo di questa terapia è il cane e questo per innumerevoli motivi.
Infatti a differenza di altri animali utilizzati in terapia e che comunque hanno dato ottimi risultati come ad esempio il cavallo e il delfino, il cane è l’animale empatico per eccellenza, e questa caratteristica è fondamentale quando si ha a che fare con la malattia o la disabilità di qualsiasi tipo.
Il cane se è ben educato e ben curato dal punto di vista dell’igiene e della salute può essere utilizzato nelle strutture per il recupero delle disabilità fisiche e psichiche, negli ospedali, nelle scuole, nelle residenze per anziani ecc.

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L’impiego del cane come mezzo terapeutico/assistenziale è iniziato nel 1960 quando Boris Levinson, un neuropsichiatria infantile americano, scoprì che la partecipazione del suo cane alle sedute con i suoi piccoli pazienti aveva effetti positivi sulla seduta e sulla terapia in generale.
Da quel momento il mondo scientifico ha approfondito, studiato, ricercato il tema del rapporto uomo/animale (di diverse specie) con fini terapeutici ed assistenziali, nelle più svariate condizioni patologiche dell’uomo.
In base alla letteratura esistente, alla ricerca svolta e alle sempre più numerose esperienze effettuate in particolare all’estero ma anche qui in Italia possiamo affermare che è possibile usufruire del rapporto uomo/cane per alleviare e curare alcuni aspetti della condizione del disagio come manifestazione di patologie psico-fisiche.
 Graziella Tondi 2007  

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